Scultura “Donna India” del maestro vetraio muranese Loredano Rosin
COD:
3.800,00 €
Disponibile
ANCHE IN COMODE RATE
La scultura proposta è un’opera unica del maestro vetraio muranese Loredano Rosin in cristallo rosè intitolata “Donna India”, completa di certificazione d’autenticità rilasciata dallo stesso maestro nel 1978. Come da foto, l’opera presenta due imperfezioni sulla base (una frontale ed una sul retro) riparabili dalla vetreria stessa. Il mezzobusto femminile è, invece, intonso.
Frontalmente è presente la firma del maestro Rosin.
“Donna India” misura 48cm in altezza, profonda 15 cm e larga 22 cm.
Si tratta di un autentico pezzo da collezione.
Il maestro Loredano Rosin
Nato a Venezia il 10 gennaio del 1936, Rosin inizia la sua avventura umana e professionale all’interno del mondo del vetro di Murano nel 1948 quando la sua famiglia si trasferisce dal centro storico di Venezia alla vicina isola dove il padre Giovanni, “Nane Naso”, era impiegato in qualità di soffiatore nella lavorazione dei prodotti chimici presso la fornace Franchetti.
Tredicenne, Loredano trova subito impiego nella vetreria Domus, allora specializzata nella realizzazione dei tradizionali lampadari veneziani, alle dipendenze del maestro “Cocui Saor” (al secolo Romano Zanetti), per dedicarsi successivamente alla realizzazione di sculture di pagliacci alle dipendenze di Giovannin Rossetto detto “Bronzo”.
Dopo un lungo tirocinio, grazie al quale Rosin potrà apprendere tecniche e segreti dell’arte vetraria, dal 1961 la sua carriera in fornace ha un repentino avanzamento e proprio in quell’anno inizia a lavorare in qualità di servente presso la vetreria di Luigi Pinzan, specializzata nella creazione di soprammobili in vetro massiccio.
Grazie alla sua innata abilità manuale la sua attività di assistente durerà però solo un anno poiché, in concomitanza con la nascita della vetreria Cimarosti e Pinzan, Loredano viene promosso subito maestro.
In seguito, collabora per un breve periodo anche con la fornace Ikos dei fratelli Costantini prima di aprire, nel 1964, una sua fornace insieme all’amico Giuliano Mantoan e poi, con il fratello Mirco: la ARTVET, con la sua multiforme produzione (vasi, clowns, portacenere, coppe) fondata sulla lavorazione del vetro massiccio; subito dopo l’apertura della nuova vetreria Loredano chiama come suo assistente anche il fratello minore Dino, che da quel momento gli sarà sempre accanto.
Seppur per solo tre settimane, alla metà degli anni Sessanta Rosin affianca il maestro Ermanno Nason, rimanendo colpito dalla sua bravura nella tecnica di lavorazione e modellazione; questa brevissima parentesi accanto a Nason trasforma il suo modo di approcciarsi alla materia, comprendendo come il vetro potesse essere non solo limitato alle produzioni allora maggiormente in voga ma anche la materia ideale per creare delle vere e proprie opere d’arte.
La grande svolta nel suo percorso artistico avviene nel 1965 quando Rosin incontrò Egidio Costantini, che gli chiede di collaborare con la “Fucina degli Angeli” nella realizzazione in vetro delle opere disegnate o ideate dai più grandi artisti, nazionali e internazionali, d’arte contemporanea del momento: da Picasso a Chagall, da Ernst a Arp, da Kokoshka a Cocteau per passare agli italiani Fontana, Licata, Guidi e Guttuso.
Da allora fino al 1974 Loredano, grazie a questa ed altre importanti collaborazioni, diventa uno dei principali esecutori in vetro delle idee di grandi artisti e – contemporaneamente – riesce a maturare una personalissima ed autonoma visione artistica dell’opera finalmente libera dalla tradizione muranese in voga fino ad allora.
Dal 1968 al 1974 è primo maestro alla “Salviati & C.” e collabora con artisti di fama quali Claire Falkenstein, Betha e Teff Sarasin.
Nel 1975, insieme al fratello Dino, inaugura lo studio “Vetreria Artistica Loredano Rosin” nel quale egli è finalmente libero di creare sculture in vetro di grande bellezza, riscoprendo tecniche e tipi di vetro il cui uso era andato perduto nel tempo come, ad esempio, il calcedonio.
Alternato al cristallo, il calcedonio (creato con l’aggiunta di nitrato d’argento nella massa in fase di fusione al fine di creare nel vetro la fluidità delle striature di alcune pietre dure, in particolare l’agata zonata) di Rosin diventa ben presto la base sulla quale modellare a tutto tondo una serie di straordinarie opere caratterizzate da un modellato plastico, morbido e flessuoso, che suscitano da subito l’interesse del pubblico decretando, così, la sua ascesa ai vertici della produzione artistica muranese.







